giovedì 17 giugno 2010

al supermarket, Gaza. Haredim

Mentre facevo la spesa ho incontrato, davanti al macellaio , mio genero in divisa .
Per quindici giorni sarà in servizio militare di riserva( è un servizio militare annuale) come capitano di nave da guerra. Gli ho chiesto dove lo mandano, e lui ha risposto "A gaza" ,
e io ho preso paura .
Subito ho iniziato a "prepararmi" : a immaginare l'annuncio della sua morte , e la faccia di mia figlia e i tre bambini orfani. Mi sono scossa dall'incubo a occhi aperti e gli ho chiesto cosa gli fanno fare a Gaza. lui mi ha detto "andiamo ad attendere una nave libanese carica di donne Hizbollah" .
"Speriamo che questa volta non vi facciano fare altre cretinate " ho commentato.
E la signora alle mie spalle che aspettava il suo turno per comprare un pollo ha esclamato a voce alta " basta farli saltare tutti per aria. "
Senza guardarla ho risposto che nessuno l'aveva interpellata , (ma le avrei tirato volentieri uno schiaffone).
Il macellaio , un arabo israeliano che stava allegramente decantando la qualità felle fettine di tacchino, si è zittito , come se in qualche modo stessero parlando di lui. ci siamo guardati in silenzio. è stato il mio modo di chiedergli scusa

100.000 "haredim" ( ultrareligiosi) stanno accompagmando in prigione 49 coppie di genitori Haredim ashkenaziti che preferiscono la galera ( per razzismo) alla possibilità che le loro figlie studino nelle stessa scuola con bambine sefardite.
E di nuovo, che vergogna.

3 commenti:

  1. Nessuno me l’ha chiesto, ma pensavo l’altro giorno che le nostre reazioni verso Israele sono sempre distorte.
    Nei confronti della signora che li vorrebbe far saltare tutti per aria ci sono due tipi di sentimenti: il primo tende a capirla, “perché lei è là e vive sulla sua pelle…” come se non si possa essere imbecilli e contemporaneamente vivere in un posto difficile. La seconda è “visto? Sono proprio LORO gli israeliani ad essere così! Hanno votato dei nazionalisti, non vogliono la pace LORO!”
    E con questo LORO facciamo esattamente i LORO ragionamenti, bassi, chiusi, impauriti, meschini, finiti.
    Quello che in occidente non si capisce praticamente mai è che si può aver ragione e appartenere ai carnefici e aver torto e appartenere alle vittime, siamo protesi in un meccanismo di semplificazione della realtà in modo da poter arrivare a giudicare, a dividere i buoni dai cattivi come fossero pecore blu o rosse.
    Ma che bisogno abbiamo NOI di fare questo?
    Io capisco chi vive sulla sua pelle quella quotidianità, ma noi?
    Perché non ci mettiamo in testa una volta per tutte che parliamo di persone, persone, persone, persone….ognuna con la propria storia di morte, di vita, di calli, di automobile rotta, di fidanzata lunatica, di lavoro ingrato, di tramonto che apre il cuore, di serie TV preferita, di cena al ristorante, di primo appuntamento.
    Perché non diventiamo noi lo specchio di quelle persone che invece per sopravvivere anche a sé stesse DEVONO dividersi in “noi” e in “loro”, perché Manuela, quell’occhiata di scuse che hai scambiato con il macellaio arabo è un gesto semplice e bellissimo tra due persone ma è anche una involontaria sottolineatura di appartenenza a noi e loro.
    Una cosa che chi non ha mai messo piede in Israele fatica a comprendere è che la religione non è una sfera privata, intima come la intendiamo noi. La religione è movimento fisico, presenza corporea, possesso, esibizione, esistenza. E no, non c’è nulla di male, di retrogrado in questo.
    Scusa, sono stato prolisso, ho fatto come i bimbi che non sanno quando smettere di fare i capricci.
    Grazie di tutto

    Riccardo

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  2. Grazie Manuela, per questo spaccato di "vita"...

    Doriana

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  3. anna pia fantoni19 giugno 2010 09:04

    condivido pienamente quando detto da Riccardo e... grazie ancora una volta, Manuela, per condividere con noi le tue sensazioni.

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