mercoledì 2 giugno 2010

ricevo e pubblico questa lettera della mia amica gianna taverna

Una proposta sconveniente ad una donna che non ama i convenevoli.Share. Today at 17:42
Cara Manuela,
i tuoi primi post subito dopo "i fatti" non mi sono piaciuti, ma poi il tuo tono - come era logico - è andato cambiando. Perché di difetti ne avrai pure, ma non l'ipocrisia e la voglia di credere alle fandonie per amore dello spirito di corpo. E il tuo senso di appartenenza alla bandiera, con le due patrie che ti ritrovi, è messo in crisi ogni giorno ovunque tu sia...
Te l'ho detto: di due paesi, uno normale non te lo potevi scegliere, no eh?
Sono due giorni che bestemmio (eh sì... quandoque bona, ecc.) perché sento parole che mi disgustano: trappola, provocazione, fiasco... e non sento quello che vorrei sentire, e cioè che qualunque difetto abbia questa missione, la ragione del suo essere è che esiste il blocco di Gaza, che la gente di Gaza (come tu stessa spesso scrivi) è chiusa a chiave in un porco posto dove la luce non c'è e i generatori cinesi che arrivano via tunnel sono degli scassoni (dei bolacchi, si direbbe qui).
Dove manca l'acqua.
Dove c'è poco cibo.
Dove i bambini sono abbastanza nutriti da sopravvivere ma non abbastanza da crescere come ogni bambino dovrebbe.
Dove non ci si può curare.
E, soprattutto, da dove non si può uscire.
E allora, la trappola è Gaza, la provocazione è Gaza, il fiasco è Gaza.
Trappola per i Palestinesi lì rinchiusi, provocazione per chiunque abbia coscienza al mondo, fiasco di qualsiasi politica nazionale, internazionale, mondiale.
Non me ne importa niente, e non dovrebbe importare niente a nessuno, di chi comanda a Gaza ora: anche Hamas non è altro che il frutto di politiche criminali che hanno di fatto tagliato fuori ogni frangia moderata, lasciando che solo l'estremismo potesse radicarsi.
A questo punto Manuela, non puoi stare zitta, tu zitta non ci sai stare e non ci vuoi stare.
Ho letto il tuo ultimo post, sono d'accordo, scappare non serve.
Ma starsene un po' in barca al largo?
Ecco il mio ultimo vaniloquio, il sogno che ti allungo...
Se tu e altri israeliani illustri - Baremboin, Yehoshua, Oz, Grossman, Rutie Atsmon, Neta Golan - e chissà quanti che non conosco o che dimentico ma che godono anche all'estero di un'immagine che non può essere sporcata nè strumentalizzata o cavalcata da alcuna propaganda, vi imbarcaste in una bella nave e ve ne steste al largo dichiarando "noi restiamo qui fino a che tutto questo non finirà", non sarebbe una bella idea? Non politici di professione, per l'amor del cielo, quelli nascondono sempre qualcosa. Niente ex presidenti, per intenderci...
Non so come la prenderebbe Avraham... ma ti ha perdonato tante altre sortite...
Dalla nave potreste tenere conferenze, interviste (e figurati se Fabio Fazio non volerebbe subito lì...), potreste trasmettere, scrivere...
L'orchestra di Baremboin potrebbe suonare...
Una cosa da intellettuali, non da militanti politici, qualcosa di consono ai vostri personaggi ed alla vostra indiscutibile statura morale. Giornalisti no, le lucide analisi post leniniste sono veramente uggiose e non hanno un briciolo di umanità dentro. Passano via come l'aqua.
Ma le vostre parole no: tu hai perso un figlio, Grossman Pure, Yehoshua e Oz hanno visto nascere Israele quello vero, Baremboin è un ebreo della diaspora che è anche l'unica persona ad avere la doppia nazionalità Israeliana e Palestinese.
E forse non vi sparerebbero addosso.
Io non ne posso più di tavole e tavolini per la pace, servono solo a spendere soldi che potrebbero essere utilizzati meglio; al nostro comune amico G. ho scritto che mi defilo e che sono disposta ad aiutare perché si inviino generatori e si facciano pozzi a Gaza, ma non per chiacchiere senza costrutto. Lo sento abbastanza d'accordo, e credo che lo sia anche tu.
Che dici Manuela, ho sclerato davvero troppo?
Ma non sarebbe bella una cosa, così?
Certo, una cosa da intellettuali, ma questo siete e questo potete regalare, offrire come vostro grande contributo.
Ci pensi?
Ci pensiamo?
Ti prego... qui si comincia a boicottare i prodotti israeliani sul serio, non c'è di meglio da fare in questo momento: dateci VOI una causa per affiancarvi.
Tu che mi conosci lo sai che ho le lacrime agli occhi mentre scrivo, tu lo sai quanto sia importante per me, sono io che non lo so. Ma, sai, è quella storia della nostalgia delle cose mai viste, quella di cui ho scritto.
Pensaci eh!
Ti abbraccio, lontana e vicina come sei

5 commenti:

  1. ... sempre con le lacrime agli occhi... provaci manuela!

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  2. Marina Morpurgo2 giugno 2010 23:34

    Ciao Manuela (ciao Gianna, anche se non ti conosco). Tenetemi informata, su quella nave vorrei esserci anche io, troverò il modo di rendermi utile. È una bellissima idea. Prometto che non approfitterò dell'occasione per insidiare Amos Oz. Un abbraccio, i miei amici di quella sera a casa mia ti ricordano sempre con tanto affetto.

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  3. evviva! grazie Marina della collaborazione nello "scaldare la colla"! mamma mia questa lettera sta girando tutto facebook...

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  4. non avevo capito cosi' bene come con questa lettera quanto sia grande la signora Gianna...cazzarola!una grande!!!i miei complimenti davvero!poche parole,dette bene,chiare,dirette senza far male ...e si sente quanto siete amiche,quanto e' il bene che vi volete e che straamate il vostro sogno.Lo amate con concretezza.Grazie davvero,siete un bell'esempio di persone e di amiche.Chiara.

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  5. Ma grazie! Leggo ora e per caso questo commento di Chiara... Ma Manuela non mi ha dato retta! eh... pazienza: io ci ho provato :)
    Grazie Chiara...

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